Theodor Matthias VON HOLST
Provenienza
New York, Private collection; Rome, private collection.Mostre
British Institution, London, 1833, no. 409
Il Faust di Theodor von Holst: una danza onirica e sensuale
Theodor Matthias von Holst fu uno degli ultimi allievi ed il preferito di Johann Heinrich Füssli; fu profondamente influenzato dal classicismo romantico del suo maestro e dalla corrente Pre-Raffaellita. L’artista nasce a Londra nel 1810, muore nella stessa città nel 1844. Suo padre, di origine russa, Matthias von Holst, vive in Inghilterra come maestro di musica dal 1807. Theodor fu ammesso alla Royal Academy School poco dopo il 1820, qui divenne il pupillo dell’ormai ottantenne maestro, Füssli. Esibì i suoi lavori per la prima volta alla Royal Academy nel 1832, riscuotendo grande successo.
Von Holst orientò la sua arte soprattutto verso soggetti di natura macabra e soprannaturale, inserendo spesso elementi di raffinato erotismo. Inevitabilmente la ricezione critica dei suoi lavori si divise tra chi riconobbe le sue doti pittoriche e chi invece disapprovò la sua “morbosa” immaginazione.
Von Holst lavorò alcuni anni in Germania; nel 1829 a Dresda incontrò l’incisore Moritz Retzsch, che era molto popolare in Inghilterra per i suoi disegni raffiguranti il Faust di Goethe, Shakespeare e altri lavori di poesia. Fu un incontro di rilevante importanza per gli sviluppi stilistici del pittore.
Durante i primi anni passati in Germania l’artista combinò lo stile appreso da Füssli con il linearismo più mosso e goticizzante tipicamente tedesco. Dopo la pubblicazione nel 1828 delle litografie rappresentanti il Faust di Delacroix, gli influssi tedeschi furono superati da quelli dell’artista francese. Von Holst sviluppò uno stile di grande fluidità, animato da contrasti coloristici caratterizzati dall’uso di un colore brillante quasi sempre sviluppato su uno sfondo scuro e occasionali tracce di eleganti frivolezze e ironie. Il suo mondo pittorico fu demarcato dalla sua melanconia e personale eccentricità.
I lavori di von Holst sono un tipico riflesso della mente romantica in tutta la sua tensione ed impazienza.
Il Faust di Goethe fu un’opera letteraria che più di altre animò la sua immaginazione.
La prima parte del Faust fu pubblicata nel 1808, la seconda nel 1832, la tragedia conobbe immediatamente un immenso successo in tutti i campi delle arti: dalla pittura, all’illustrazione, alla musica, al teatro e balletto.
Il grande dipinto qui preso in esame, Scena ispirata al Faust di Goethe, è stato esposto da von Holst nel 1833 al British Institution a Londra. L’opera raffigura una coppia danzante tra figure demoniache; l’ambiente è una radura circondata da una ricca vegetazione illuminata dalla luna. La direzione dei personaggi che danzano indica – contrariamente a una delle più radicate convenzioni dell’arte occidentale – che la composizione va letta da destra a sinistra. La presenza delle figure demoniache dimostra che la scena del Faust alla quale l’artista si è ispirato è la Walpurgisnacht, la Notte di Valpurga, durante la quale Faust e Mefistofele ballano con due streghe. Holst fu uno dei pochi artisti che scelse di dipingere questo soggetto, infatti è molto raro trovarla nelle diverse illustrazioni del Faust. Nel dipinto Faust e una donna sono posti al centro della tela in mezzo ad una cupa e turbinante selva di figure ed alberi che si stagliano contro il buio della notte.
Osservando l’opera riconosciamo in Faust il ballerino principale, il suo volto è un chiaro autoritratto di T.M. von Holst (vedasi T. M. von Holst, Ritratto di Gustav von Holst suo fratello, Theodore; The Wilson Museum). Dietro di lui vediamo il suo compagno Mefistofele con il cappuccio svolazzante nel vento, mentre sta corteggiando un’ammaliatrice in ricchi abiti medievali.
Il gruppo a destra è centrato intorno alla figura di Gretchen che sta nascondendo il suo volto; l’identificazione della ragazza è possibile grazie all'anello di ferro posto intorno al suo polso essendo stata, nell’opera di Goethe, incatenata in prigione e dal volto velato e dolente. Di fronte alla donna, si trova nel suo inconfondibile abito rosso con la piuma il diavolo con accanto un serpente dalla testa umana: il serpente del paradiso. La sua occhiata maligna è rivolta verso la coppia che danza al centro e verso le buie figure nascoste nella boscaglia. Ai piedi del diavolo vi è un gallo, che nella superstizione popolare rappresenta il compagno o il delegato del demone.
Solo la figura all’estrema destra non è ricollegabile a nessun personaggio della tragedia: un giovane uomo che indossa quello che sembra essere un abito domenicano e tiene un pastorale; sulla sua testa vi è una corona di alloro, una stella brilla in cima alla sua fronte. Questa figura può essere identificata con il Genialische, il geniale, personaggio che compare all’interno di una serie di personaggi proprio durante la notte di Valpurga. Rappresenta il razionalismo ottocentesco, risultando ridicolo in un contesto magico. L’uomo guarda Gretchen e lo scenario intorno a lei con espressione d’orrore. I suoi attributi non corrispondono a nessuna personificazione allegorica conosciuta; probabilmente potrebbe rappresentare una personificazione della chiesa, da ciò, il gruppo intorno a Gretchen appare come un contesto di spiriti buoni e maligni per l’impossessamento della sua anima, con una precisa allusione alla sua salvezza.
Tutta la luce nel dipinto è concentrata intorno alla ballerina, mentre Faust è parzialmente oscurato dalla donna danzante che in un balzo di ballo sembra quasi divorarlo. La testa della danzatrice si trova al di sopra di quella del giovane, la sua danza muove la lunga chioma bionda e gli orecchini e fa svolazzare l’abito trasparente. In opposizione all’abbigliamento medievale dell’amante di Mefistofele, la ballerina ha invece dei chiari riferimenti greci. Von Holst dipinge la donna con colori marmorei, pallidi, caratterizzandola come uno spettro. Le lunghe trecce nascondono il suo sguardo, la donna dirige tutti i movimenti di Faust il quale, con lo sguardo basso, l’accompagna come sotto un incantesimo. C’è chi identifica la ragazza con il personaggio di Lilith[1], classica figura demoniaca femminile, che ritroviamo appunto in un breve passaggio nella scena de la Notte di Valpurga di Goethe, in cui fa riferimento ad un aspetto della leggenda di Lilith, ossia i suoi lunghi capelli biondi, che brillano. Altri studiosi, come Gert Shiff[2], la identificano con Elena di Troia, che appare tardi nell’opera di Goethe ma è inserita da Holst all’interno della scena. Cadaverica e marmorea, ipnotizza Faust e dirige ogni suo movimento e il ragazzo che suona l’arpa potrebbe essere identificato con il loro figlio Euforione. Comunque sia l’immagine della giovane donna ha come scopo quello di evocare l’attraente e minaccioso fantasma descritto da Goethe nella sua opera.
L’immagine femminile dipinta a sinistra di Faust è Titania, la regina delle fate, identificabile grazie alla luna crescente sul suo diadema.
Nella figura nascosta posta a destra di Titania è possibile riconoscere Valentino, il fratello di Gretchen, nel momento in cui la maledì dopo il suo duello con Faust; numerose pitture sulla sua morte lo mostrano in simili attitudini.
Gli elementi rimanenti in questo lato della composizione si riferiscono alla morte di Faust: le fauci dell’Inferno prontamente spalancate per divorare il peccatore; dietro un angelo sta cospargendo di rose la via del diavolo.
Ciò che accade nella parte destra con una rappresentazione simbolica della colpa di Faust, trova conclusione nella parte sinistra con un’allusione alla sua redenzione.
Sul motivo per il quale il dipinto deve essere letto da destra a sinistra, lo studioso Gert Schiff dà una spiegazione plausibile in un suo articolo[3] asserendo che, se noi prendiamo il posto di Faust all’interno del quadro invece di stargli di fronte, l’inversione di lettura dell’opera non è più percepita come tale. La parte destra rappresenta il mondo divino, il cielo, mentre la sinistra è connessa agli inferi e alla terra. Visto in questa luce, il peccato di Faust e le forze degli inferi sono situate sulla sinistra; la vittoria degli angeli e la sua salvezza si trovano alla sua destra; quindi la distribuzione laterale di Inferno e Redenzione è la stessa di quella degli schemi tradizionali delle pitture raffiguranti il ‘Giudizio Universale’.
Iscriviti alla nostra mailing list
Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere tutte le novità riguardo mostre, fiere e nuove acquisizioni!