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Collezione

Collezione

Henriette DAUX , Autoritratto d'artista al cavalletto, 1880-85 c.

Henriette DAUX

Self-Portrait of the Artist at the Easel, 1880 – 85 c.
Olio su tela
162 x 97 cm
Firmato al centro a sinistra: H. DAUX
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Henriette Daux: un autoritratto come manifesto d’identità

 

Nata a Parigi il 21 settembre 1864 in una famiglia agiata, Henriette Daux visse e operò in un periodo di grande fermento artistico, culturale e sociale. Daux si impose soprattutto come ritrattista, lavorando prevalentemente con il pastello, tecnica all’epoca apprezzata per l’immediatezza e l’intimità che conferiva ai volti. Espose regolarmente ai grandi Salons parigini tra gli anni Ottanta e Novanta dell’Ottocento, come il Salon des Artistes Français e quello du Champ-de-Mars. I suoi soggetti erano per lo più donne e bambini, spesso colti in momenti di quiete domestica. Ma non si limitò a questo: realizzò anche nudi femminili, autoritratti e, fatto piuttosto raro per una donna della sua epoca, affreschi decorativi. Uno di questi progetti la portò fino in Bretagna, dove decorò il salotto del castello di Kerazan, dimora del collezionista e politico Jules-Georges Astor. Di notevole importanza è il fatto che la Daux frequentò l'Académie Julian.
Si trattava di scuola d'arte privata che offriva un programma e un livello di insegnamento paragonabili a quelli dell'École des Beaux-Arts. A differenza dell'École, che escludeva le donne fino al 1897, l'Académie Julian offriva alle artiste le stesse opportunità degli uomini, in particolare consentendo loro di accedere al corso di pittura dal vivo e di dipingere il nudo. Di fatto, l'Académie era la scuola d'arte femminile più importante a livello internazionale, raggiungendo una reputazione di eccellenza negli studi accademici e attraendo studenti da tutto l'emisfero occidentale.

Fotografia del 1892 circa raffigurante una lezione dal vivo all'Académie Julian.

 

Nel 1904, sposò Alfred Roll, già suo maestro e ritrattista ufficiale della Terza Repubblica. Il loro legame, oltre che personale, fu anche artistico: Roll dipinse più volte Henriette, a testimonianza del forte sodalizio personale e creativo che li univa. Dopo la morte di lui, nel 1919, Henriette visse ritirata a Vanves, dove morì l’8 giugno 1953, all’età di 88 anni.

La produzione artistica di Henriette Daux meriterebbe una riscoperta più ampia sia per la qualità tecnica che per l’originalità della sua produzione colta e raffinata.

Il nostro dipinto si configura come un raffinato esempio di ritrattistica intima di scuola tardo-ottocentesca, con elementi già proiettati verso le sensibilità simboliste e moderniste. L’artista, con i pennelli in mano, ha lo sguardo rivolto direttamente allo spettatore, in una posa sospesa tra introspezione e affermazione identitaria. L'ambientazione interna è resa con una notevole attenzione agli elementi decorativi e alla luce soffusa, che richiama certe atmosfere borghesi proprie della pittura fin de siècle. La resa materica dell'abito nero in satin, così come la lucentezza delle carnagioni e il velato sfondo con una lampada in controluce, denotano un'elevata perizia tecnica e un interesse per gli effetti chiaroscurali che riflettono l'influenza sia della tradizione accademica francese sia delle sperimentazioni luministiche contemporanee.

L'opera si distingue anche per la capacità di affermare la figura femminile in un contesto professionale, quello dell’artista nel proprio studio, suggerendo un'affermazione dell'identità femminile nel mondo dell’arte in un momento storico ancora pervaso da forti limitazioni di genere.

Henriette Daux. Fotografia di Wilhelm Benque (1896)

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