Helmer Hertzhoff
Helmer Sigurd Fritiof Hertzhoff, nato originariamente con il nome di Boding, nel nord della Svezia, era un pittore, disegnatore e grafico svedese.
Fa parte di quella generazione di pittori nordici che, tra fine Ottocento e primo Novecento, seppero mediare tra la tradizione accademica e le nuove istanze del naturalismo e del simbolismo europeo. La sua ricerca si inserisce nel più ampio contesto del rinnovamento della pittura svedese, segnata dal dialogo con la scuola di Düsseldorf, l’influenza francese dell’Impressionismo e del Realismo, e le suggestioni paesaggistiche legate alla luce nordica. L’opera di Hertzhoff rivela una sensibilità per l’osservazione della natura, trattata con equilibrio tra resa atmosferica e solidità costruttiva della forma, e si collega idealmente a quella linea pittorica che, pur fedele al dato reale, tende a una trasfigurazione lirica del paesaggio. Figura appartata ma significativa, egli contribuì a consolidare un linguaggio pittorico capace di fondere rigore tecnico e raffinatezza tonale, elementi che oggi lo rendono di particolare interesse nello studio della pittura scandinava della prima metà del XX secolo. Fu principalmente un autodidatta e adottò il nome Hertzhoff quando iniziò la sua carriera di artista. La sua produzione si concentra soprattutto nel paesaggio, con particolare attenzione agli effetti atmosferici e luminosi, coerente con la sensibilità nordica per la resa del “clima” e della luce stagionale.
Quello dell'Aurora Boreale è un soggetto piuttosto raro, che esemplifica perfettamente il suo apprezzamento per il clima nelle regioni nordiche. La scena si costruisce sull’ampia volta celeste, attraversata da fasci di luce verde e bluastra che si specchiano nelle acque immobili di due laghi alpini, generando un effetto di risonanza visiva tra cielo e terra. La tavolozza, calibrata tra i toni freddi della notte e le improvvise accensioni cromatiche del fenomeno atmosferico, restituisce un’atmosfera sospesa e quasi metafisica. L’opera mostra l’interesse di Hertzhoff per la traduzione pittorica di fenomeni naturali estremi, coniugando osservazione diretta e una costruzione lirica della scena che la avvicina alle suggestioni simboliste diffuse nella pittura scandinava del primo Novecento.
Partecipò a mostre personali presso la galleria d'arte Hallin di Stoccolma nel 1909 e nel 1911, presso Valand a Göteborg nel 1911 e presso Lilla Utstellningen a Stoccolma nel 1931. Partecipò a numerose mostre collettive, tra cui quella dell'associazione degli artisti a Berlino nel 1910 e a Uppsala nel 1950.
Le sue opere fanno parte delle collezioni del Nationalmuseum di Stoccolma, alla Thielska Galleriet di Stoccolma, al Museo d'Arte di Göteborg e al Museo di Prins Eugen a Waldemarsudde.
Iscriviti alla nostra mailing list
Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere tutte le novità riguardo mostre, fiere e nuove acquisizioni!