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Collezione

DIPINTI

Jacques Antoine LEMOINE (attributed) Portrait of the violinist Jacques Pierre Joseph Rode c. 1810

Jacques Antoine LEMOINE (attributed)

Ritratto del violinista Jacques Pierre Joseph Rode, c. 1810
oil on canvas
92 x 72 cm
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Maggiori informazioni

Provenienza

Parigi, collezione privata

Mostre

Parigi, Salon 1810

Bibliografia

The Strad, Marzo 2024, pag. 46

Jacques Pierre Joseph Rode nasce a Bordeaux il 16 febbraio 1774. Figlio di un profumiere, mostrò fin da piccolo uno straordinario talento musicale, al punto che fu mandato a lezione di violino da André-Joseph Fauvel. Nel 1787, a soli 13 anni, arrivò a Parigi, dove divenne l'allievo principale di Giovanni Battista Viotti, il più importante violinista dell'epoca e fondatore della moderna scuola violinistica francese. Tre anni dopo debuttò come solista nel Concerto per violino n. 13 di Viotti; entrò anche nell'orchestra del Théâtre de Monsieur, dove strinse amicizia con il collega violinista Pierre Baillot. La sua svolta professionale arrivò nel 1792, quando - in occasione dei tradizionali concerti della Settimana Santa - si esibì sei volte tra il 1° e il 13 aprile; queste esecuzioni includevano due concerti di Viotti, uno dei quali in prima mondiale. Per i successivi sedici anni Rode visse la vita di un virtuoso itinerante, nonostante la sua nomina (1795) a insegnante presso il dipartimento di violino del neo-costituito Conservatorio Nazionale di Musica e Arte Drammatica di Parigi. Lì collaborò con Baillot e Kreutzer a un manuale di insegnamento per violino (Méthode de violon), pubblicato nel 1803. Durante una tournée in Spagna nel 1799 incontrò Luigi Boccherini, di cui eseguì la nuova orchestrazione del suo Concerto n. 6. Dopo una lunga tournée di concerti fu nominato violino solista della musique particulière del Primo Console, Napoleone, e per un breve periodo fu anche violino solista dell'Opéra. Tra il 1804 e il 1808 soggiornò in Russia, dove fu nominato violinista di corte dello zar Alessandro I. Dopo il suo ritorno a Parigi, iniziò a viaggiare per l'Europa. A Vienna, alla fine del 1812, si esibì con l'arciduca Rodolfo, che lo accompagnava al pianoforte, nella celebre Sonata per violino op. 96 di Beethoven. Tra il 1814 e il 1821 fu a Berlino, dove incontrò e sposò sua moglie e strinse una profonda amicizia con la famiglia Mendelssohn. Qui compose i suoi famosi 24 Capricci. Nel 1821 Rode tornò nella sua nativa Bordeaux, dove ora vive in semi-ritiro. La sua ultima esibizione ebbe luogo a Parigi nell'autunno del 1828, ma il suo insuccesso lo amareggiò e la sua salute ne risentì gravemente. Colpito da un ictus, morì nel castello di Bourdon, vicino a Damazan, il 25 novembre 1830.

La sua produzione musicale, interamente dedicata al violino, comprende tredici concerti e ventiquattro capricci, oltre a sonate e duetti. I suoi capricci, in particolare, hanno assunto un posto permanente nella letteratura violinistica, in quanto propedeutici a una solida formazione tecnica e musicale.

Il carattere timido e l'atteggiamento schietto evocati dalle fonti emergono chiaramente in questo splendido ritratto eseguito nel primo decennio del XIX secolo. L'autore è quasi certamente il pittore e miniaturista Jacques Antoine Marie Lemoine, autore di ritratti delle personalità più celebri del mondo della musica e della danza dell'epoca. Tra le opere esposte al Salon parigino del 1810, infatti, figura nei cataloghi un Portrait de M. Rode, premier violon de l'empereur de Russie et ci-devant premier violon de Sa Majesté l'Empereur des Français, da identificare proprio con quello in esame.

 

Lemoine lo raffigura vestito con un elegante abito di giacca chiara e pantaloni scuri, cravatta un po' allentata, capelli appena arruffati, la mano sinistra che regge un violino, la destra che sfoglia le pagine stropicciate di uno spartito, nobile nel portamento come nella pensosità del volto, Rode incarna qui l'artista preromantico, concentrato nella ricerca dell'ispirazione creativa. Il tutto espresso in una pittura morbida e vibrante di ascendenza davidiana, riscontrabile in altre opere dell'artista francese, come in Portrait d'une dame avec son fils et sa fille au balcon d'une fenêtre e quello di M. Levasseur père, violoncelle de la musique particulière de l'Empereur, la cui ambientazione è vicina a quella del ritratto di Rode.

 

Henri Grévedon (1776-1830)

Violinista francese Jacques Pierre Joseph Rode

Litografia, 1827

 

 Nel 1810, il pittore ritrattista Jacques-Antoine-Marie Lemoine (1751-1824) espose al Salone di Parigi un ritratto del violinista Rode assieme a un secondo altro ritratto del noto violoncellista Jean-Henri Levasseur, detto “il giovane” (1764 - 1826).

Registrato assieme al ritratto del violoncellista Levasseur al n. 111 dell’elenco delle opere depositate da Lemoine per essere esposte al Salon, come “Le Moine rue J.J. Rousseau Hotel Ballion Ritratti di M M Rode e Le Vasseur”.  Chi ne registrò l’ingresso non indicò purtroppo le misure delle tele; non si sa dunque quali dimensioni esse avessero, se fossero opere di piccolo o di grande formato come nel caso del nostro dipinto.

 

 Elenco delle opere depositate da Lemoine per essere esposte al Salon, 1810.

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