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Collezione

Collezione

Francesco HAYEZ, Scene from the History of Ancient Greece, 1811

Francesco HAYEZ Venice 1791 -Milan 1882

Scena di storia della antica Grecia, 1811
Disegno a penna e acquerello su carta preparata
53 x 62 cm
72 x 80 cm (con cornice)
Scritta autografa a penna in basso a destra: Fran. co Hayez 1811 Roma
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Questo foglio, di grande qualità e notevole per dimensioni, rappresenta una rarissima e importante testimonianza della produzione grafica di Francesco Hayez riferibile al suo soggiorno a Roma, dove si trattenne per la sua formazione e dove ottenne i primi successi dal 1809 al 1817. Si conoscono infatti solo pochissimi disegni di quel periodo, di cui quello più significativo è relativo al dipinto rappresentante Laocoonte con il quale vinse il primo premio ex-equo con l’allievo di Andrea Appiani, Antonio De Antoni, al grande Concorso di Pittura bandito nel 1812 dall’ Accademia di Belle Arti di Brera a Milano (1). Hayez stesso doveva essere consapevole della rarità e dell’importanza di questa precoce testimonianza della sua attività giovanile se vi appose la firma e la data presumibilmente negli ultimi anni. Infatti la scritta che compare nel disegno stesso rivela la caratteristica grafia, incisiva ma un po’ tremolante, tipica della vecchiaia. Conosciamo peraltro altri casi di questo genere, sempre relativi a opere degli inizi che gli vennero portate perché le autenticasse, a partire addirittura da quello che viene considerato il suo primo quadro, il Ritratto di gruppo della famiglia del pittore (Treviso, Museo Civico L. Bailo), che firmò e datò nel 1864.

Tornando al nostro disegno dovrebbe ricollegarsi, vista la data ma anche lo stile, con quelle sperimentazioni grafiche relative alla mitologia o a episodi dell’antica storia greca e romana in cui Hayez si trovò coinvolto, insieme ai suoi compagni di studio, quando frequentò l’Accademia del Regno Italico a Roma, sostenuta dal suo

protettore Antonio Canova e diretta da Giuseppe Tambroni, ospitata a Roma in Palazzo Venezia. Si tratta di un momento fondamentale nella formazione del giovane pittore veneziano che ha ricordato questa esperienza nelle sue Memorie. In un passaggio molto significativo precisa che, dopo aver “terminati i miei studi dal vero, feci ritorno a Roma, e ripresi gli incominciati lavori nel mio studio di Palazzo Venezia, dove, mercé le raccomandazioni del Canova, il sig. Tambroni mi accordò anche una camera di abitazione.

Grazie all’ intervento di questi due personaggi, benemeriti dell’arte, anche gli altri pensionati ebbero stanza nel Palazzo, e a poco a poco riuscirono a farci avere la sala del nudo, e si può asserire essere stata da loro creata l’Accademia italiana in Roma. Questa veniva frequentata da tutti i pensionati delle tre Accademie del Regno, come pure da que’ giovani studiosi che stavano per loro conto a Roma. Avevamo introdotto un esercizio per lo studio della composizione veramente vantaggioso e dilettevole. Ci veniva dato un soggetto, e ognuno dei giovani doveva entro otto giorni portare lo schizzo disegnato o dipinto; gli schizzi venivano esposti in una sala attigua a quella del nudo: quasi nessuno dei giovani mancava a quest’ esposizione. I lavori venivano giudicati dagli studenti stessi, i quali pronunciavano ad alta voce la propria ragionata opinione, e da ciò veniva un utile grandissimo, dovendo noi necessariamente dar conto del concetto che ci aveva guidati. Alcuni pretendevano esser segno di gran talento l’introdurre qualche figura conosciuta dei migliori autori, del che io non potevo capacitarmi, sembrandomi un plagio. Ma tale era la moda dell’epoca: m’accorsi però che questo vezzo andava a poco a poco scomparendo e l’arte facevasi più imitatrice del vero”(2).

Quindi, proprio per l’impegno e la complessità di una composizione molto articolata e definita in tutti i dettagli, ma anche per la data, il nostro foglio dovrebbe riferirsi a quell’ esperienza fondamentale di cui Hayez conservava un ricordo così vivido. La scena, che per ora non è stato possibile identificare, è uno

 

2

di quegli episodi di storia antica che venivano proposti nei concorsi accademici od erano oggetto di queste gare tra gli artisti.

Al centro emerge un maestoso edificio con poderose colonne di ordine corinzio, mentre sullo sfondo si scorge un tempio con accanto una colonna celebrativa, ed infine in alto a destra s’innalza un’acropoli. Questi suggestivi elementi architettonici rimandano alla Grecia, in particolare all’antica Atene, come i quattro saggi che se ne stanno seduti, avvolti nelle loro tuniche, alla sommità di una scalinata. Essi rappresentano il fulcro di una scena più complessa formata da una serie di figure, tutte in atteggiamenti diversi, che affollano il primo piano. Sulla sinistra un gruppo di personaggi in armi avanza verso una figura distesa a terra rappresentata con un efficace scorcio prospettico.

Colpiscono l’abilità e la sicurezza con cui Hayez ha saputo delineare con un segno vigoroso ogni singola figura, come la sicurezza di una regia straordinaria nel mettere in relazione i gruppi dei personaggi ognuno caratterizzato nella posa, nei gesti, nella fisionomia e nel costume. Questa superba prova sembra dunque il preludio verso una maturità espressiva che ritroveremo presto nel Laocoonte del 1812, e che sembra anticipare gli ultimi esiti della stagione neoclassica, come il monumentale Ulisse alla corte di Alcinoo, il dipinto del 1814-1816 destinato alla corte di Napoli e La pietà di Ezechia re d’ Israele eseguito, dopo il ritorno a Venezia, nel 1817 per l’“Omaggio delle Provincie Venete alla Maestà di Carolina Augusta Imperatrice d’ Austria”(3).

 

 

Milano 11 giugno 2025

Prof. Fernando Mazzocca



1 Mentre per il dipinto si rimanda a F. Mazzocca, Francesco Hayez. Catalogo ragionato, Milano, Federico Motta Editore, 1994; il disegno è stato reso noto e pubblicato in Hayez. L’ officina del pittore romantico, catalogo della mostra (Torino, Galleria d’ Arte Moderna, 17 ottobre 2023 - 1 aprile 2024) a cura di F. Mazzocca e E. Lissoni, Milano, “24Ore Cultura, 2023, p 62.

2 F. Hayez, Le mie memorie, a cura di E. Lissoni, F. Mazzocca, E. Sala, Milano, 24Ore Cultura, 2025, pp. 220-221.

3 F. Mazzocca, Francesco Hayez cit., pp. 126-128, 134-136.

 

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