Jean François PORTAELS
65 x 75 cm (with the frame)
Provenienza
En route, Musée Félicien Rops, 2014, p. 51
Mostre
En route, Musée Félicien Rops, 2014
Jean-François Portaels fu una figura centrale della pittura belga ottocentesca, legata a un accademismo aperto a nuove suggestioni. Sicuramente accademico nella costruzione delle figure e nel disegno, l’artista si distingue però per una tavolozza più libera e luminosa rispetto alla tradizione neoclassica. In questo senso anticipa alcune sensibilità che saranno poi sviluppate dal realismo e dall’impressionismo belga, pur senza aderirvi pienamente. Noto soprattutto per la pittura storica e orientalista, genere per il quale è più conosciuto, e per il ruolo fondamentale nella formazione di una nuova generazione di artisti in Belgio. Come direttore dell'Accademia reale di belle arti di Gand (1847) e successivamente nel 1863, come docente Accademia reale delle belle arti di Bruxelles (dove assunse poi il ruolo di direttore nel 1878), Portaels trasmise questa apertura internazionale alle generazioni successive, contribuendo al rinnovamento dell’arte belga di fine secolo.
Formatosi in accademia a Bruxelles, vinse il Prix de Rome nel 1842, esperienza decisiva che lo portò a viaggiare a lungo in Italia, Grecia e Medio Oriente. I viaggi nel Mediterraneo ampliarono poi il suo interesse per l’orientalismo. Soggiornò a lungo in Italia, dove studiò l’arte classica e rinascimentale, affinando il disegno e il senso della composizione. L’esperienza italiana influenzò profondamente il suo linguaggio pittorico, che unisce rigore formale e sensibilità cromatica.
Proprio in Italia è ambientato il dipinto qui presentato in cui Jean-François Portaels ritrae il suo caro amico e compagno di viaggio Alexandre Robert (Belgio, 1817-1890). I due, entrambi allievi François-Joseph Navez all'Accademia di Bruxelles, partirono per compiere il tradizionale viaggio in Italia nel 1843.
Nel 1844, i due artisti si ritrassero a vicenda, sdraiati nella campagna romana, suggellando la loro amicizia e l’esperienza condivisa del viaggio in Italia. La posa di Robert, immortalata da Portaels, ricorda il famoso ritratto di Goethe nella campagna romana dipinto da Johann Heinrich Wilhelm Tischbein nel 1787, attualmente a Francoforte, Museo Städel (Fig 1). Nella sua corrispondenza con il suo maestro, Robert descrive questo doppio ritratto: «Nous sommes couchés dans la campagne de Rome, dans notre costume pittoresque, avec armes et bagages, pendant un moment de repos.» / «Siamo sdraiati nella campagna romana, nei nostri costumi pittoreschi, con armi e bagagli, durante un momento di riposo»[1].
Portaels dimostra grande raffinatezza tecnica nel trattamento della figura, solida e morbida al tempo stesso, e nella resa luminosa del paesaggio laziale, ampio e arioso. L’opera unisce ritratto, scena di genere e paesaggio, rivelando un equilibrio maturo tra osservazione dal vero e costruzione accademica.
Alexandre Robert è stato ritratto in un altro celebre dipinto, oggi esposto al Royal Museum of Fine Arts Antwerp (Fig. 2). Nel 1901, Herman Richir (Belgio, 1866 – 1942) altro artista belga, rende omaggio al grande pittore in un ritratto che rivela le stesse caratteristiche somatiche. Colpiscono il taglio degli occhi, lo sguardo, i baffi e il pizzetto, ancora esattamente gli stessi del nostro dipinto romano realizzato da Portaels, in cui aveva soltanto 27 anni.
|
Fig. 1 –
|
Fig. 2 Portrait of the painter Alexandre Robert, 1901 Royal Museum of Fine Arts Antwerp
|
Iscriviti alla nostra mailing list
Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere tutte le novità riguardo mostre, fiere e nuove acquisizioni!