Alberto Savinio
Penelope, 1945
China e matita colorata su carta
24.5 x 22.5 cm
Firmato in basso a destra: Savinio | Sul retro (sul cartoncino) la dedica in alto a destra: A Beatrice Canestro/amica carissima, intelli-/gente e colta./ Il suo/ Alberto Savinio/Roma, dicembre 1945
Provenienza
Svizzera, collezione privata
Questo raffinato foglio appartiene alla piena maturità di Alberto Savinio, figura centrale e atipica della cultura europea del Novecento, la cui attività si dispiega tra pittura, letteratura, musica e teatro. Insieme al fratello Giorgio de Chirico tra i protagonisti della stagione metafisica. Savinio sviluppa un linguaggio autonomo, segnato da un’ironia intellettuale e da una visione profondamente mitopoietica dell’immagine.
Il soggetto di Penelope appartiene al vasto repertorio mitologico che l’artista rielabora con libertà inventiva. L’eroina omerica — tradizionalmente emblema di attesa e fedeltà — appare qui trasformata in una creatura ibrida, con testa di pellicano e corpo femminile, secondo quella poetica della metamorfosi che caratterizza molte opere saviniane. Più che narrazione del mito, si tratta di una trasfigurazione simbolica e psicologica, dove la figura assume un carattere enigmatico e quasi teatrale.
Il disegno è costruito con una fitta tessitura di china, che modella le superfici attraverso un segno nervoso e articolato, mentre la matita colorata interviene con accenti misurati — in particolare nel capo dell’animale e nel piccolo mazzo di fiori — conferendo all’immagine un delicato contrappunto cromatico. L’ambiente, suggerito dal drappo e dall’architettura appena accennata, ricorda uno spazio scenico, evocando quella dimensione teatrale che attraversa l’immaginario dell’artista.
Datato 1945, il disegno si colloca in un momento significativo della produzione dell’artista, quando il recupero della mitologia classica diviene un veicolo privilegiato per una riflessione colta e ironica sull’identità, sulla memoria culturale e sul destino umano. In questi anni Savinio alterna pittura, scrittura e attività critica, consolidando una posizione singolare nel panorama italiano: un autore capace di fondere erudizione, fantasia e spirito satirico in immagini di grande densità simbolica.
Sul foglio è inoltre presente il timbro a secco della “Margherita”, elemento che suggerisce con buona probabilità la partecipazione dell’opera alla storica mostra organizzata nel 1945 presso la galleria romana. Tale presenza costituisce un significativo elemento di interesse storico, collocando il disegno nel contesto delle prime iniziative espositive della capitale nell’immediato dopoguerra.
L’opera testimonia pienamente il genio inventivo e multidisciplinare di Savinio: un artista capace di coniugare erudizione e fantasia, classicità e modernità, in immagini di forte densità simbolica e sorprendente libertà immaginativa.
L’opera sarà pubblicata nella prossima edizione del Catalogo Generale di Alberto Savinio, in preparazione presso l’Archivio Alberto Savinio.
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